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1 luglio 2009

www.fratellipolemici.blogspot.com

Questo è il link del nuovo blog che ho ideato assieme a mio fratello e sul quale scriverò da oggi in poi.

E' un progetto ambizioso e estremamente sentito da noi due, e spero che possiate apprezzare la costanza che qui non ho avuto.

Aspettandovi numerosi sul mio nuovo blog, vi auguro una buona estate, magari in compagnia di fratellipolemici.blogspot.com!!!!





permalink | inviato da franz90 il 1/7/2009 alle 0:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


18 giugno 2009

Il Fatto Quotidiano.

Mi preme, e spero prema anche a tante altre persone abbiano a cuore la nostra condizione di cittadini democraticamente governati, e non di subalterni privati dei fatti, segnalare il nuovo quotidiano ideato da Antonio Padellaro ( ne sarà il direttore effettivo) con la pronta assistenza dei migliori giornalisti sulla scena nazionale odierna ( vedi Travaglio,Gomez,Corrias,Lillo,Ruotolo) il quale finalmente proverà a raccontare i fatti, come sono davvero, senza omissioni di vantaggio, senza sotterfugi e ingannevoli articoli atti ad oscurare la verità, non ad illuminarla.

L'importante e assolutamente primaria divergenza rispetto al resto dei quotidiani nazionali è che questo sarà autofinanziato, senza un editore o senza partiti che danneggiano e spesso condizionano irrimediabilmente le tendenze del giornale.

Per mezzo di una campagna abbonamenti ( abbonatevi prima del 31 luglio, avrete ingenti agevolazioni), avremo assicurato per un anno questo giornale, con la possibilità di acquisto in versione pdf ( in breve una versione per Internet) e una stesura cartacea, nella sua tradizionale consuetudine.

Tutte le informazioni relative alle somme di denaro da versare, dove versarli, come versarli , e per la scelta delle vostre preferenze andate sul sito www.antefatto.it .

Fondamentale è abbonarsi, sia per un appoggio economico a questi giornalisti che lavorano soprattutto per la nostra libertà d'informazione, ma anche per far sentire la voce di chi ancora oggi dissente, e più che mai si sente preso in giro da un governo misero  e corrotto.

Abbonatevi e passate parola.




permalink | inviato da franz90 il 18/6/2009 alle 12:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


14 giugno 2009

RASI AL SUOLO ( MORALMENTE PARLANDO)

Moralmente parlando, li hanno rasi al suolo.
Tra le figuracce dell'avvocato "Ma va la" Ghedini e il buffone Castelli ( si intenda, è un aggettivo affettuoso, faceva immensamente tenerezza giovedi scorso) all'ultima puntata di Annozero, nella quale, pare, si volesse dare la sterzata definitiva alle balle ed ecoballe che vengono sparate a catena quotidianamente dal "Popolino" della libertà, tra l'autofiguraccia del , lui si, fazioso Clemente Mimun, che manda in onda il suo pseudoservizio sull'intervento in Commissione affari costituzionali di Beppe Grillo, affermando di avere svolto regolarmente l'informazione come va fatta, dimenticandosi che far parlare un suo giornalista sopra la voce del Grillo parlante è come farlo tacere, questi omignoli al servizio del padrone stanno davvero esalando i loro ultimi tristissimi respiri ( dal punto di vista della credibilità ovviamente).
E dire che non serve nemmeno molto a capirlo. Basta guardare la faccia stanca di Niccolò Ghedini, il quale, difendendo l'indifendibile, soccombeva alle precisazioni, arringhe, accuse dei moderatissimi ma piccantissimi  De Magistris, Travaglio e Padellaro, aggiungendoci la quasi irritante ( a me è piaciuta da morire, sia chiaro) ironia permanente dello splendido Santoro, il quale ha tolto i freni alla sua ferrea e puntuale opposizione, e si è tolto diversi sassolini dalla scarpa.
La figura ridicola e costantemente fuori luogo che fanno gli esponenti di destra nel continuare a confondere chi è condannato e chi soccombente, passando per incompetenti in fatto di giustizia che, almeno per quanto riguarda l'avvocato del nostro presidente del Consiglio, solitamente non sono.
Che l'informazione tarocca si sia sgretolando sotto l'assedio dei giornalisti che fanno il loro mestiere con serietà , rigore e spirito critico e morale, non ci sono dubbi, ma non ci sono altrettanto dubbi che il pudore è una parola che i sudditi del sultano hanno tolto dal loro vocabolario da ormai tempi datati, e che non hanno alcuna intenzione di reintrodurla, di porsi nuovamente nell'obbiettività, fattore perno della formazione di un buon giornalista.

Del resto, se Travaglio va in Germania a ricevere il premio di giornalismo libero ( di per sé premio preoccupante ) ,e se Belpietro, Facci, Giordano lavorano solo perchè vassalli del feudatario, qualche motivo ci sarà.

Basta informarsi per capirli.




permalink | inviato da franz90 il 14/6/2009 alle 22:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


9 giugno 2009

CON LA STAMPA ESTERA NON SI SCHERZA.

Sia chiaro, fosse stato per i nostri giornali, il caso Mills, gli scandali fotografici, gli scandali sui voli di stato sarebbero rimasti al calduccio menzionati soltanto dai soliti quattro giornalisti seri ancora presenti.
Sia chiaro, l'unico motivo per cui i giornali si sono mossi, è perchè con la stampa estera non si scherza, e di fronte all'esposizione dei fatti in altri paesi ( perchè in altri paesi si fa informazione )riguardanti le porcate del nostro Presidente del Consiglio, i giornali italiani non potevano non scrivere di certi sentenze emesse di questi ultimi tempi, chiaramente raccontando male e a spezzoni l'andamento reale delle cose.
E qui possiamo spaziare a non finire, partendo dalla corruzione attuata da Mr.B nei confronti di Mills, proseguendo per le foto pubblicate da " El Pais " ( vorrei tralasciare la figura comico-tragica de "Il Giornale" nella sua prima pagina dopo le elezioni vinte, anche se in modo relativo, da Berlusconi ), per arrivare a parlare in modo molto sfuggente del motivo per le quali l'avvocato Ghedini abbia chiesto di sequestrare alcune foto, a quanto pare compromettenti, facendole confiscare dalla Procura di Roma.
Succede che il caso Kakà, fosse stato per noi, nulla si sarebbe saputo e i milanisti avrebbero votato Berlusca come santopadre che faceva rimanere il figliol prodigo nella terra dei Leoni.
Nulla di tutto ciò è accaduto, poichè l'As spagnolo ha già da tempo reso palese la cessione avvenuta di Kakà.

Insomma, quando la stampa estera si attiva su di noi, quando veniamo "curati", e di questo li ringraziamo, come un paese malato e sempre più svuotato della sua effettiva democrazia, vuol dire che i livelli di libertà d'informazione in Italia sono arrivati al fondo, o quasi.

Necessario è proseguire una lotta per continuare a farsi sentire, anche se oscurati dai mezzi potenti d'informazione




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23 novembre 2008

E ORA?

Tipica consuetudine italiana.

Schiamazzare, gridare al ladro, inneggiare rivoluzione, ribellarsi a questo mondo crudele.

Ora però? Sono già tornati tutti, o quasi, nei ranghi di partenza, non c'è più bisogno di lamentarsi, non c'è più necessità di polemizzare, di tenere ancora per un pò il cervello connesso su frequenze intelligenti.

Non è più tempo di pensare, questa è la triste realtà. Costa troppa fatica, per carità. Ce ne torniamo nel nostro circo parlamentare, in questo spettacolino tragi-comico del miglior clown di tutti i tempi: Sir Berlusca.

Tra smentite, stupidaggini, battute di orrido gusto, tra vergognose affermazioni, tra abominevoli discorsi, tra contradditorie prese di posizione, tra l'ambiguità e la falsità che lo contraddistinguono da tempo, lui prosegue, tranquillo e pacifico, il suo corso di rimbecillimento degli italiani.

Ma del resto, non ha tutti i torti.
Navigando tra le menti presunte colte di una massa corposa di italioti, emerge un senso del sapere del tutto compiuto, arrivato, realizzato.
Osservare come l'italiano medio si inoltri in splendide chiaccherate di politica, tralasciando il fatto di avere un presidente del consiglio mafioso ( cosa di poco conto sia chiaro), fa trasparire quanto abbiano le idee chiare questi poveretti.

Caproni. Attenti da sempre alla forma e non al contenuto , non si sono risparmiati lodevoli complimenti al governo dai facili costumi e dalle facce notoriamente corrotte.

Sembra rispecchi sempre più il nostro paese, che in fondo pare volere e accettare questa situazione.
La politica interessa poco, o meglio interessa molto a pochi.
Parlicchiare sulla spiaggetta o nel parchetto, affermando l'inconsistenza di questo paese, adirandosi per queste riforme, mandando al diavolo la Gelmini, gridando allo scandalo, arrabbiandosi per cotante ingiustizie, è una triste abitudine dell'italiano tutto pepe.

Peccato che alle radici dei problemi non ci si arrivi mai, o forse non ci si vuole arrivare.
Arrivare a chiedersi perchè? Domanda tanto semplice quanto spigolosa. Eppure cosi è.

Chiacchere, chiacchere , chiacchere.

E poi?




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11 novembre 2008

L'ERA DEL CAMBIAMENTO.

Qualcosa si è mosso. Dal 5 novembre il mondo è diverso. Dal 5 novembre il mondo ha aperto le porte a nuove frontiere.
Ha vinto Barack Obama.
47 anni. Idee chiare. Concretezza, spirito d'iniziativa, ribaltamento della politica americana.

Protocollo di Kyoto, differenze e discriminazioni razziali, economia.

Ecco i punti più corposi della sua campagna.
E' una svolta, che segna la fine dell'apparente, l'inizio del concreto.Segna un distacco tra passato e presente, segna un mutamento, segna una svolta.

Tanti commenti, tante opinioni, molte paure, ma altrettante speranze.
Obama rappresenta una dolce incognita, un incantevole "Yes we can", che sembra essere un vero potere.
Simbolo della caduta e della risalita, simbolo dl diverso, simbolo dell'alternativo, simbolo del chiaro, trasparente, simbolo dell'aperto e disponibile, ecco cos'è oggi quest'uomo.

L'uomo puro, di razza ariana, l'uomo che vive in utopie interiori, che vive di ideali astratti, di assurde fantasie, oggi fatica.

Fatica ad accettare . Fatica a comprendere la sconfitta di un'epoca, quella del totalitarismo.

Il mondo sembra ancora sbigottito, fermo, con un silenzio che nasconde un brusio di fondo.
Tutti si chiedono, di domandano, vogliono capire dove può arrivare questo nuovo protagonista, tutti vogliono capire se lui ha un limite come tutti, o se forse è arrivato il vero volto che cambierà la storia odierna.

Facili entusiasmi vengono ostentati dai più deboli, distaccate freddezze si colgono negli oppositori, ma in tutti si cela la tenua consapevolezza che qualcosa di nuovo arriverà, senza guardare più al passato, senza portarsi avanti l'ombra d un paese arrogante, imperialista e presuntuoso.

Si sta forse affacciando un nuovo mondo, fatto di reciproca assistenza, quella vera, di scambievole rispetto e lealtà, per creare un nuovo periodo di candida pace, troppo spesso invocata con falsi e ipocriti pretesti, con disastrose conseguenze che ancor'oggi gravano sulle economie e sulle idendità di vari paesi.

L'America si è affidata a lui.

Che sia l'era del cambiamento?




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26 ottobre 2008

MA AD APRILE A COSA PENSAVAMO?

Lui, del resto, lo aveva annunciato. Avrebbe cambiato l'Italia, come sempre ha detto di fare, e ha fatto, in negativo però.

E' da Aprile che sforna impronunciabili e aberranti leggi, ma tutti in silenzio, un pò perché nessuno sapeva niente, un pò perché nessuno voleva saperne niente.
Lui ha cominciato, senza tregue, a tessere la sua tela, la più resistente che potesse, e ci è riuscito.

Ora però, l'Italia dei dormiglioni sembra essersi risvegliata dopo un bombardamento davvero troppo sonoro.
Vogliono renderci studenti del nulla, questo no.
Tutti coloro che oggi vanno sfasando per questa nuova legge anti-serietà,anti-progresso, perché istruzione vuol dire progresso, lo racconta la storia, si sono svegliati soltanto ora, quando ormai di porcate ne ha già combinate tantissime.

Ora sono tutti uniti, quando invece veniva firmata da Napolitano la legge per i quattro più uguali degli altri, la legge blocca-processi, la legge sulle intercettazioni, in quei casi, tutti silenti, pronunciando sottotono che, forse, erano leggi fatte per lui, ma non ditelo ad alta voce, per carità.

Tutto questo perché? Perché questa volta la nuova legge sulla scuola è fatto pubblico solamente perché incopribile ( anche se non si stanno risparmiando censure), mentre le leggi ad personas erano affari giuridici, che si risolvono nei tribunali, e non in mezzo a noi.

La colpa? Media corrotti. E' un ritornello infinito, ma si impone come grosso handicap di una dittattura mascherata, molto mascherata.
Con un'informazione seria, il governo Berlusconi sarebbe caduto ( anche se non sarebbe mai salito ) dopo due giorni, dopo la prima abominevole legge, dopo la prima squillante presa per i fondelli, dopo la prima delle tante ingiustizie di fronte alla Costituzione.

Ma li non c'era nessuno a lamentarsi, a dire che siamo un paese in regresso, che siamo un paese con un governo spazzatura, che siamo in pericolo, serio pericolo.

Oggi, a gran voce, tutti lo gridano, lo manifestano, lo esibiscono con enfasi, con calore, anche con forza e coraggio.

Pochi invece, sono preoccupati da tempo, dall'inizio, da sempre.
Facile sarebbe dirvi che un pò ve lo meritate, aver creduto e sostenuto quello che oggi , finalmente direi, sembra anche a voi un grande pirla con una faccia tosta senza frontiere.

Tra stronzate sparate e pronte smentite,benvenuti anche a voi in questo mondo infernale.

SPero piano piano ricolleghiate tutto, ricomponiate le tessere del puzzle, per rendervi conto quanto puzza di merda questo posto in cui viviamo.

PONIAMO FINE AL REGIME.




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19 ottobre 2008

BRINDIAMO BRINDIAMO!!!

Non hanno perso un attimo, aspettavano questo momento con ansia, silenti ed elettrizzati, aspettavano una svolta, la svolta.
Da anni attendevano questo profumo, di rivincita insignificante, di un ribaltamento della realtà alternativa.
Nutrivano una voglia irrefrenabile di poter emulare il loro peggior incubo, diffamandolo senza frontiere.

Travaglio è stato condannato ad 8 mesi di reclusione per diffamazioni a Cesare Previti riguardante un articolo del 2002 sull'Espresso.

Champagne.Cin cin.Travaglio si è fregato da solo. Ne aveva dette e fatte di tutti i colori, ora tocca a lui. E' uno dei tanti italioti che si fingeva reazionario in quest'Italia debole.

Ne hanno sparate di ogni specie. Lo hanno denigrato come il peggio mafioso mai esistito. Lo hanno insultato, deriso, sminuito, lo hanno umiliato.
Con il culo parato dei giornali e telegiornali custoditi da Mister B., hanno dato il via al processo mediatico più atteso della loro ignobile carriera giornalistica.

Renato Farina, Peppino Calderola, Filippo Facci. Tre nomi, tre significati.
Ricordo bene Farina ridicolizzato un giorno da Travaglio su Raitre in un programma diretto da Mannoni, ricordo bene Filippo Facci confuso e timido ad Annozero l'anno scorso, ricordo tanti altri giornalisti, che non hanno mai sperato e auspicato altro.

Ricordo che è una sentenza in primo grado, Travaglio ricorrerà in appello come l'iter giudiziario correttamente concede,a differenza di chi usa sotterfugi e amicherie non limpide per sfuggire ai processi.
Ricordo a questi giornalisti che , vero, siamo in un'Italia tristemente disinformata, ma non per il caro Travaglio, bensi per voi, leccaculo da quattro soldi che , viste le vostre scarse capacità , vi siete appigliati a facili contesti, tipo scrivere su "Il Giornale", oppure ancora meglio su "Libero".

Ricordo ancora , precisazione fondamentale, che Travaglio è un privato cittadino, condizione per cui obbligato a giustificarsi di nulla in pubblico, condizione per cui sono affari suoi dei suoi processi, condizione per cui chi diffama siete voi, e non lui.
Lui si occupa, giustamente, di informarci e informare, con documenti ufficiali e non con fantomatiche e semplicistiche accuse , tutti noi italiani su chi siede al governo e nel Parlamento, visto che gli affari dei parlamentari sono anche affari nostri, che abbiamo diritto di sapere quanti pregiudicati abbiamo in Parlamento e soprattutto avremo anche l'esigenza di avere risposte a certe accuse, mai ricevute.

Ricordo inoltre che della ricchezza di Travaglio, Santoro e Grillo non me ne faccio proprio nulla.
In primis, per il motivo sopra riportato ( sono giornalisti , quindi privati cittadini, non sono affari miei dei loro redditi), secondariamente perché credo fermamente nella meritocrazia, e se loro hanno onestamente meritato di arrivare a certi profitti professionali, tanto di cappello e tanti complimenti.

Mi interrogo , invece, su chi i soldi li ha fatti con fondi neri, con la mafia, mi interrogo su chi dovrebbe stare in galera ( e non Travaglio che ha l'unica colpa di avere riportato un verbale pronunciato da terzi), mi interrogo su chi ci piglia per il culo ogni giorno, mi interrogo su chi vedo scrivere nei giornali e su chi vedo lavorare nei telegiornali. Mi interrogo su chi chiede opinioni ai politici e non fa domande, mi interrogo del perché siamo tanti regrediti noi italiani, mi interrogo sul perché gioiscono se un giornalista deciso e convincente come il torinese ora sia sulla graticola per futili motivazioni,a  differenza delle loro immani corruzioni, sia morali che giuridiche.

Forse si sono dimenticati che Travaglio critica una classe politica marcia, con durezza, critica un'informazione vergogna, critica il triste e drammatico monopolio televisivo e giornalistico che sta omogeneamente coprendo la stampa.
Dovrebbero invece rendersi conto che lui è sopra di loro, che non ha un seguito cosi vasto solo perché racconta balle, ma forse perché qualche verità scomoda la dice.
Dovrebbero rendersi conto che sono soltanto soldatini usati a proprio piacimento dai potenti, dovrebbero rendersi conto che difendersi senza scudi è ben più difficile che con la muraglia.

Sempre e comunque avanti Marco Travaglio.




permalink | inviato da franz90 il 19/10/2008 alle 11:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


10 ottobre 2008

1000 VISITE.

Piccolo traguardo ma pur sempre significativo.

Un grazie a chi mi legge regolarmente e chi la pensa come me.




permalink | inviato da franz90 il 10/10/2008 alle 14:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


6 ottobre 2008

TELEGIORNALI VERGOGNA.

Parlano di tutto tranne che di ciò che è importante, confondono le idee invece di chiarirle, pongono dubbi invece di imporre certezze, sono influenzati dal circondario invece di rappresentare fermezza e rigore quali esempi per il nostro Paese.

Ridicoli, cosi si presentano a noi, utilizzando ampi tralci del tempo a loro concesso dibattendo e discutendo di futilità, rese serie e indispensabilmente necessarie alla cultura dell'italiano medio.

Ci hanno reso scemi, tanto che Studio Aperto  viene ancora ritenuto telegiornale.
Telegiornale significa informazione oggettiva, al di sopra delle parti, esterna a qualsiasi rapporto non contempli la costante veridicità del prodotto offerto.

Perdiamo di vista l'obbiettivo, reso nebbioso e difficile da recepire, hanno falsato e rimodellato l'importanza effettiva di qualunque notizia.
Oggi, dopo anni di bombardamento mediatico, i risultati sono pietosi.

Laddove si dovrebbe leggere a caratteri cubitali "Berlusconi progetta leggi incostituzionali, e che quindi non possono essere firmate dal presidente della Repubblica", dove si dovrebbe leggere "Berlusconi vuole bloccare le intercettazioni telefoniche per pararsi il culo" dove si dovrebbe leggere "Berlusconi nega qualsiasi diritto d'informazione con le sue leggi bavaglio" dove si dovrebbe leggere "Berlusconi prepara il regime: eserciti in città, impronte digitali ai bambini rom, reato di clandestinità e conseguente aggravante, come se fossimo diversi"B, leggo titoli di cronaca insignificanti, fine a se stessi, ai quali e sui quali si può piangere e commiserare , ma allo stesso tempo sono le stesse notizie sulle quale meschianmente i registi, produttori , ideatori, direttori, tutti amiconi di Berlusconi, poggiano per rimbecillire gli italiani.

Da Riotta a Mimun, passando per Giordano fino a Mazza, tutte facce tostissime che hanno l'unico merito di leccare, non dimenticando il caro Saccà.
Insomma , un palconescico televisivo ogni giorno più squallido, che oltre a prevedere trasmissioni di idiozia non indifferente, propina i telegiornali del nulla, con conduttrici belle, sinuose, con gli occhi rifatti, che ci raccontano dei morti della strada, dei morti del lavoro, dei morti per la malasanità, ma un perché, un "da dove arriva tutto sto schifo", "chi permette queste miserie", "dove stiamo finendo",queste domande non se le fanno e non le faranno mai, un po' perché in fondo nn saprebbero neanche loro cosa rispondere, un po' perché non potrebbero rispondere poiché soldatini del dittattore , un po' perché loro stessi si vergognano di ciò che mostrano.

Parlano di qualsiasi morte possibile immaginabile in questa Italia, ma la morte più importante , quella cerebrale , quella che ha colpito tantissimi italiani pecoroni, di quella non parlano mai, perché ne sono loro stessi i fautori principali, l'hanno voluta e ottenuta, con tanta dedizione , con tanto sudore, ce l'hanno fatta.

La situazione è drammatica.




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19 settembre 2008

Nel ricordo di Abba.

Una televisione persa, lo sgomento assente, la stampa neutra, i confini dell'univoco nell'ennesima ingiustizia di colore. Oramai è solo un dolce ma triste ricordo, ricordo di un ragazzo giovane, disponibile, sincero ma di colore.
Sembra quasi una colpa, nell'Italita ignorante di oggi, nella radicata intolleranza che vaga tra le masse popolari, dove primeggia all'unisono l'eco dell'impero infinito, basato su fantasie patriottiche utopiche e assurde.

Siamo ancora di fronte ad una tragedia, in controtendenza rispetto alle solite, che va contro l'allarme sicurezza, che poi non è altro che allarme extracomunitari. Oggi , anche dopo i fattacci di stamattina avvenuti nel casertano dove sei extracomunitari sono stati uccisi da camorristi, a doversi lamentare sono loro, che sono sempre bersagli di razzismo, di insulti, di infamie.Oggi sono loro a chiedere giustizia, a chiedere sicurezza, che non c'è.

In fondo non cambia mai niente, mutano soltanto le parole, fasulle,  che ogni giorno vengono sfornate e servite agli italiani.
Cambia però che qui la gente non viene infastidita,cosa relativa e soggettiva, qui le ragazze non vengono fischiate a suondi minigonne, qui è morto un ragazzo sprangato senza pietà al grido di "muori sporco negro".

Non accetto indignazioni della destra, solidarietà ipocrite, non accetto bugie a riguardo, non accetto vergognose attenuanti, non scuso nessuno, è ora di finirla.

Non mi parlino più di sicurezza in città, non parlino più dell'efficacità delle "navette poliziesche",  che assomigliano terribilmente ai cibi disgustanti ai quali si aggiunge un pò di zucchero, per renderlo meno amaro. Il risultato è lo stesso, ed è la stessa schifezza.
Purtroppo è semplice banalizzare, strumentalizzare, è troppo facile fregarsene, far finta di non sentire, continuare imperterriti nella propria convinzione.
Ogni tanto bisognerebbe finalmente rendersic onto che è il singolo che deve essere valutato, e non l'insieme.

Perché se ragionassimo come ragionano alcuni rincretiniti di oggi, il mondo potrebbe affibiarci l'aggettivo criminali,essendoci macchiati di stragi e di bastonate d'altri tempi.
E dovrebbero smetterla di difendere gli italiani, perché loro non difendono nemmeno gli italiani, perché sono apertamente contro tutto il Sud.

E allora cosa difendono? La loro razza ariana bianca , che dovrebbe essere invincibile e immortale di fronte alle avversità del mondo odierno? Mi spieghino bene cosa intendono per idendità nazionale, che nazionale non è, cosa intendono per orgoglio patriottico, visto che per la patria mai nula hanno fatto, cosa intendono per difesa della propria terra, quando nessuno li ha mai attribuito alcuna terra, ma devono solamente al caso o al buon Dio, a seconda delle credenze, se sono nati in uno strato di terra chiamato Italia.

Bisognerebbe rimembrare che devono finirla di esercitare assedio psicologico a tutti i loro piveri figli, rendendoli ben peggio di loro.
Rimane il solito dilemma di uno piccolo schermo che esercita il nulla osta alla pazzia da tanto, troppo tempo.

Nel ricordo di Abba , che non aveva fatto nulla e non voleva fare nulla, e nella consapevolezza che tanti come lui, del suo colore o con differenze di usi e costumi, stanno subendo ciò che non meritano e qualora accadesse qualcosa, dovrebbe essere sempre il singolo ad essere accusato, ma mai la comunità.

Addio Abba, speriamo la tua morte possa segnare la parola fine a tutto ciò, speriamo capiscano che la violenza genera violenza soltanto a casa di noi italiani, e che voi non dovreste avere la sfortuna di avere una vita influenzata da un coloro insignificante di pelle, e ne tanto meno da futili pregiudizi che hanno davvero stancato.




permalink | inviato da franz90 il 19/9/2008 alle 20:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


13 settembre 2008

LE ASSURDITA' ALL'ITALIANA.

Come sempre, siamo in Italia.
Nel paese delle assurdità più paradossali, capita anche che un giornalista onesto come Marco Travaglio sia chiamato a dare spiegazioni, quando , non avendo alcun obbligo di fronte alla stampa, potrebbe anche alzare le spalle e fregarsene ampiamente.

Capita che politici come Berlusconi e Schifani,quindi esposti alla stampa, e che quindi dovrebbero doverosamente giustificare i loro atti attuali e passati, non si sognino nemmeno lontanamente di spiegare, trovandosi di fronte, inoltre, niente meno che giornalisti loro amici che fanno i loro interessi.

Capita che nel primo caso, ci sia un uomo di oneste intenzioni che vuole difendere la sua onorabilità e su questa vorrebbe costruire il suo successo giornalistico.
Per questi motivi, dopo lunghe ricerche, ha ritrovato gli assegni di pagamento delle sue vacanze, pagate da lui, e non da presunti amichetti mafiosi.

Capita che nel secondo caso, in cui non si parla di vacanzine, ma di comuni, di appalti e di potere, ci siano due facce toste che ancora devono tantissime risposte.

In quest'ottica si può racchiudere il paradosso italiano, nel quale sono evidenziati difetti che ci portiamo avanti da molto, mutazioni avvenute nel tempo attuate da assetati di soldi e prestigio che piano piano hanno fatto del pubblico il privato,e  hanno sfruttato gli altri per diventare grandi.

Ci stanno provando in tutti i modi a tappare la bocca a quei pochi coraggiosi che ancora parlano, ce la mettono tutta a renderli ridicoli, a renderli illusi, a farli passare quasi per matti.
Beppe Grillo è un omicida, Travaglio  un mafioso,Santoro e Montanelli dei ciarlatani, Luttazzi un satirico degenerato in cerca del successo perduto.

Li stanno martoriando, mi sembra quasi la via crucis, ma per fortuna di gente attorno  che li appoggia e che crede in questa verità ce n'è tanta, di gente che apprezza profondamente la loro trasparenza.

Ho sempre ritenuto Giuseppe D'Avanzo un frustrato in cerca dello scoop per sminuire il lavoro di Travaglio di questi anni, ho sempre stimato false le sue affermazioni e ho sempre creduto alla difesa del cronista torinese.

Ora , con gi attestati che provano inconfutabilmente la sua innocenza ( a differenza di ciò che dicono quei quattro imbecillotti), mi rimane poco da dire, soltanto amaro in bocca e l'unica soddisfazione per l'ennesima lezione di serietà, coerenza, tranquillità e soprattutto trasparenza dimostrata.




permalink | inviato da franz90 il 13/9/2008 alle 15:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


5 settembre 2008

ORA SEMBRA PIOGGIA LIMPIDA.

"Ci pisciano addosso e ci fan credere che sta piovendo".
Questa frase, scritta da un ragazzo e ripresa da Travaglio in alcuni suoi interventi, racchiude in maniera simpatica, ironica e tagliente la dimensione italiana.

Io ci aggiungo, " ora sembra pioggia limpida".
Perché come i profumini candidi spruzzati sopra una monnezza sempre presente nella povera Campania, cosi stanno permeando abilmente tutto il territorio cosparso di piscio e puzza di piscio.

Come? Le loro solite, squallide e subodle modalità: facce da culo, media corrotti, giustizia corrotta, e una mandria di ignoranti, quali ritengo ufficialmente gli italiani, a seguito del mafioso doc.

Sono riusciti a rendere legge in tempi rapidissimi il Lodo Alfano, e il dormiglione (si spera) Napolitano, non ha esitato a firmarlo in meno di 24 ore.
La legge sulle intercettazioni non solo non ha sollevato alcunché di ribellione, che doveva essere il  minimo per un'informazione davvero informativa, ma non ha nemmeno sollevato un punto di domanda, un che di contraddizione che, magari dico io, ogni tanto sarebbe anche utile per tornare sul mondo della Terra.
Impastano le notizie come vogliono loro, le rimodellano,ne fanno ciò che vogliono, fino al punto da "immunizzare" ( se già non bastassero le loro infinite leggi ad personas) i politici di vertice.

Ma del resto cosa ci vogliamo fare, se il Tg1 si è tramutato a suon di raccontaballisti, leccalulomani e sudditi dei soldi in un barzellettiere degno di nota, se il Corriere della Sera, che dovrebbe rappresentare equilibrio con costante veridicità, cronaca reale con tanto di particolari , anche scomodi, è ormai il giornalino dove si racconta che esiste Babbo Natale e che ci porterà tanti bei ragali, perché ormai Mister B. è Tappo Natale, se Antonello Piroso , nello speciale dell'altra sera su La7, racconta la storia di Enzo Tortora, che per carità raccoglie le sue verità e le sue ingiustizie,ma lo fa di  fronte al siciliano della giustizia signorino Lino Alfano, per tutti questi motivi non ci resta che interrogarci a a chi di dovere resta da interrogare i protagonisti di questi disastri.

Ma non dimentichiamoci che la situazione non è in stallo, non siamo al presunto dialogo, non siamo in via d perfezionamento, non stiamo migliorando, stiamo cadendo in catastrofe, molto semplicemente.

Ed è per questo che sembra pioggia, anzi pioggerellina, di quelle che fanno quasi comodo, perchè ormai se la stanno bevendo tutti l'ennesima distruzione di cervelli attuata dal governo della Sicurezza.

Sicurezza? Mah, morti in incidenti, assissini disparati per le vie d'Italia, leggi anticostituzionali quindi  contra sicurezza permangono, anzi aumentano.





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20 agosto 2008

OLIMPIADI, ENNESIMO VALORE SUPERATO.

Si sta svolgendo in questo periodo la manifestazione sportiva più vasta e importante per partecipazione e seguito.

204 paesi,che si danno battaglia ,sportivamente parlando,  per due settimane animate da giornate intense e piene delle più disparate discipline siano presenti sulla faccia della terra, hanno sempre rappresentato l'unione e la coesione tra i 5 continenti, nonché un'occasione di tregua per qualsiasi conflitto internazionale.

Cosi , infatti, era fino a poco tempo fa. Le Olimpiadi imponevano la pace tra qualsiasi stato , almeno per la durata dei giochi.
Ciò non è stato rispettato, l'ennesimo valore si è perso nell'arroganza e nella sete di soldi e potere delle nazioni odierne.

Ulteriore prova di un decadimento verticale della nostra generazione, questi anni venturi si presentano come difficili e soprattutto incuranti di qualsiasi convenzione o usanza del passato.

Il conflitto georgiano svoltosi nell'Ossezia del Sud, lo scontro verbale acceso e preoccupante tra Bush e Putin, il petrolio in via di esaurimento che allarma i poteri forti, tutto questo non ci proietta verso un roseo futuro, ma anzi dovrebbe far riflettere a quanto il mondo non si renda più conto delle sue azioni devastanti, in ordine di morti, di danni ambientali e soprattutto di distruzioni di usi e costumi.

Ci stiamo omologando tutti, seguendo le le superpotenze che dirigno i giochi e gli affari, stiamo perdendo un'idendità personale, un modo di distinguersi.
Ci stiamo rendendo pedine dei più grandi, invece di considerarci leader quanto loro.

La terza guerra mondiale non è più soltanto una tremenda e remota ipotesi, ma è una condizione che sis ta via via defilando come unica possibile risolutrice di tensioni elettriche tra paesi intolleranti.

Unica e a mio avviso ultima ancora di salvezza, potrebbe essere Barack Obama, che di fatto è il solo a poter mutare questa orrida tendenza.

La speranza non ci abbandonerà fino a settembre, anzi è l'auspicio di tutti che vinca, sperando che riesca a compiere il suo lavoro, senza prima fare l'amara fine di Kennedy.

Per aver tentato di interrompere la guerra fredda quest'ultimo era stato ammazzato, speriamo che davvero oggi le forze oppositrici siano rimaste abbastanza forti da sostenere il ribaltamento di questa drammatica situazione.

Mentre i nostri telegiornali di parlano dei figli bulli morti perché drogati, "ma era un bravo giovane", mentre i nostri telegiornali ci raccontano delle scappatelle amorose dei più idioti vip, mentre i nostri telegiornali si dimenticano di parlare dei nostri parlamentari pluriprocessati, in Afghanistano e Iraq continua a morire gente, e loro ci raccontano tutto ciò con incredibile distacco, quasi fosse una leggera routine.

Non si ricordano,però, di chi siano le colpe e del perché siamo arrivati a questo punto, ormai quasi senza ritorno.

Ma come sempre è gente che non conta nulla come me che deve denunciare queste ingiustizie, quando invece una mandria di giornalisti ciccioni e affamati di troie e denaro si fanno inbigottire e scendono a riprovevoli compromessi.




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18 agosto 2008

BOICOTTA LA TELEVISIONE,TI SERVIRA'.

Boicottare oggi la televisione sta diventando più che una necessità, un dovere.

Un dovere nei confronti di chi ancora non ha aperto gli occhi e continua a farseli coprire dai telegiornali-farsa del piccolo schermo più corrotto del mondo.

A partire dall'ormai sbilanciatissima Rai, dove ascoltare un'opinione non influenzata è diventato un miraggio e dove pretendere di informarsi è diventata un'utopia.

La Mediaset per definizione non può essere obbiettiva, a partire dal cosiddetto tg di Italia 1 che mi sembra più Donna Moderna che un telegiornale.
La trattazione degli argomenti è alquanto squallida per ordine e importanza.

Ottaviano Del Turco passa per martire, Berlusconi eroe di famiglia, Frattini per uomo universale e sempre presente, anche per telefonino non funzionante.

Ora è tornato pure Bossi alla ribalta, dicendo che sarebbe meglio reintrodurre l'ICI.
Doh! Prima Mister B. basa la sua campagna elettorale sulla sopressione di questa imposta, e poi il suo fido ministro delle riforme vuole reintrodurla a due mesi di distanza?

La coerenza non è mai appartenuta a questa catena di fancazzisti ignoranti bigotti che non hanno la minima idea di cosa voglia dire governare un paese, in maniera giusta per lo meno.

Non sarà mai troppo ricordare tutte le porcate che stanno combinando e continuare ad informarsi in modo alternativo, non sarà mai troppo ricordare che siamo un paese in declino per cultura e lavoro.

Sono stufo di sentire l'italiano medio parlicchiare di politica, ricordandosi bene di dire di non aver minimamente votato Berlusconi.
"Nulla di peggio, ma che siamo scemi?"
Ecco le risposte per la maggiore, risposte che mi lasciano di stucco.

Chi l'ha votato?
Mistero.




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2 agosto 2008

POVERELLO, NON NE PUO' PIU'.

Come il  povero asinello costretto a prendersi in carico migliaia e migliaia di chili sul suo povero dorso, e che vorrebbe lamentarsi ma nessuno lo ascolta, sembra quasi esserne una fotocopia il nostro insuperabile presidente del Consiglio, il quale si e' fatto cogliere, si direbbe di sorpresa, durante dei pietosi sfoghi ai suoi fedelissimi ministri, mostrando il solito foglietto strappalacrime dove esibisce sorprendentemente il suo carico di lavoro, nonche' la sfilza infinita di appuntamenti.

Oramai il Corriere della Sera, ritenuto primo per informazione ( quale?), si perde in questi simpaticissimi articoletti che puzzano dell'inutile, ma che , per carita', passano come l'ennesimo tenerissimo dono ad un presidente affranto e afflitto da un'eta' in cui certe cose non si dovrebbero piu' fare.

In questo quadro di effusioni amorose tra giornalisti rincoglioniti e il loro maestrino, vorremmo sempre avere la fortuna di leggere qualcosa di sensato, piuttosto di sorbirci tristi omaggi a chi non ne avrebbe di certo bisogno.

Inoltre, Mister B. si sta gentilmente e cortesemente scrollando di dosso l'ormai sanguisuga Veltroni, che lo braccava e che ieri, in condizioni di suddito, di lavoratore infaticabile per il suo datore di lavoro, si dispiaceva quasi del fatto che forse il dialogo sara' interrotto dal fatto che ormai il Berlusca si sarebbe anche stufato. Quest'ultimo aveva semplice necessita' di un'opposizione straccia per far passare le sue leggi anticostituzionali e ad personas, dopo di che di Veltroni, in tutta franchezza, non gliene poteva fregar de meno.

Ma cosa volete, lui ci sa fare, sa farsi cogliere in momenti di pena e di compassione, dove mostra quanto sia un lavoro faticoso il suo, povero.

Per il resto proseguiamo il solito tram-tram, i giornali che ci raccontano di quest'inflazione, che ci raccontano che non si tira piu' avanti.
E' ormai da anni e anni che sento le medesime pagliacciate, tirate come pacchi una dietro l'altra al fine di rompere il cervello degli italiani, in modo che ragionare diventi l'ultimo bisogno.

Intanto continuano a passare davanti a noi leggi su leggi, ormai il Parlamento ha chiuso gli occhi, a parte qualche pazzoide dell'Italia dei Valori che si sogna ancora di fare opposizione, per il resto assomiglia ad un tappeto rosso , dove leggi porcata su leggi porcata vengono accolte con i prosciuttoni sugli occhi e li stringono la mano a quei quattro svergognati che hanno perso da tempo il pudore.

Ma basterebbe dircelo che vi state facendo i cazzi vostri, che non avete alcuna intenzione di rispettare alcunche' di cio' che sono le leggi gia' vigenti.
Basta dirlo, continuereste comunque ad avere deficienti su deficienti che vi daranno ragione.




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31 luglio 2008

LA MAFIA CLERICALE.

Il vecchio papa dai capelli bianchi, dall'ipocrisia sempre in prima fila, dalla sfacciattaggine che contagia irrimediabilmente qualsiasi carica e sottocarica del "Cleraccio", si scopre oramai affarista di pregevole livello ma soprattutto favoreggiatore e perculeggista di lodevole stima.

Tra i suoi mille inciuci che definirei sensatamente politici( mi ricorda un che di coccodrillo selvatico , chiamato piu' familiarmente Caimano) questo nostro papa "di transizione" si immerge in affermazioni sulle quali riflettere potrebbe essere ritenuto offensivo.

Diciamo che si e' sbilanciato. Ha dichiarato " Tra Chiesa e pedofilia non c'e' compabilita' ".
Dopo queste stupefacenti rivelazioni, credo davvero ci sia bisogno di fare, come per altro hanno fatto quattro giornalisti pessimamente istruiti, chissa' quali articoloni di giornale per riportare sensazionali chicche esternate da un vecchio e amabilissimo nazista.

Oramai , per altro, nel nostro paese sembra si giochi a chi e' messo peggio, a chi riesce a farsi odiare di piu', a chi riesce a rendersi piu' ridicolo.
I giocatori sono i soliti borghesotti grezzi del Parlamento, che pero' oramai si rivalizzano in maniera non indifferente da un clero attivo.

Attivo anche quando si fa ricordare per i suoi eccessivi abusi sessuali, per i quali molti dei suoi prestigiosissimi e nominatissimi sacerdoti si fanno ricordare.
A partire da George Pell, e l'amico di merendine Gerald Francis Ridsdale. Tra i due c'era forte sintonia, addirittura facevano la doccia insieme.
Difficile pensare non fossero anche companeros di atti tremendi e scellerati.
Il secondo dei due ha girato il mondo con alle spalle voglie irrefrenabili di masturbare e masturbarsi con poveri bambocci che non sapevano neanche cosa significasse la sessualita'.

Naturalmente, il tedescaccio residente al Vaticano non poteva essere lontano da questi infimi livelli, e , nel suo viaggio verso le nuove frontiere in Australia, da chi , meglio che proprio da George Pell, poteva farsi ricevere ?

Autorita' su autorita' ecclesiastiche accusabili e accusate degli atti peggiori che si possano concepire sulla faccia della terra, con squallide coperture fatte tra amiconi del quartiere.
L'ipocrisia e' parte della Chiesa, che da migliaia di anni si macchia di atti orridi, a partire da guerre, sfruttamenti delle ricchezze, fino ad arrivare alla nostra triste e preoccupante pedofilia, cosi silenziosa ma fastidiosissima.

Ma come ben saprete, il modo migliore e' tacere, "zitto che non ci beccano".
Vigono regole. Mica solo in Cosa Nostra, 'Ndrangheta, Camorra.
Vigono regole anche tra gli insospettabili, che usano proprio questa inattaccabilita' per diventare mostri furiosi vogliosi di macabre "esperienze"





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28 luglio 2008

LETTERA A MARCO TRAVAGLIO.

Non so se leggerai questa letterina , non so se tra le 500000 che ricevi ti potra' colpire la mia ma io te la invio comunque, in nome di un'ammirazione sincera che nutro nei tuoi confronti e nei confronti del tuo operato, il quale ritengo eccezionale per intensita' e coraggio.

 

Ho quasi 18 anni, ho intenzione di andare a frequentare Scienze Politiche dopo aver concluso e raggiunto il diploma liceale scientifico, ho forti ambizioni, mi interesso molto e leggo costantemente il tuo blog, anche se la quantita' oltremodo massiccia di commenti che giungono non mi incentiva a commentare a mia volta, quanto piuttosto a riscrivere in parole mio sul mio blog personale la vergogna che palesi tu quotidianamente.

 

Ogni volta che ti ascolto, che ti leggo, che ti sento, mi sale una rabbia, la rabbia di chi come me , giovane e speranzoso in un futuro prospero e roseo, si scontra contro una realta' cruda e stressata, una realta' che mi fa riflettere drammaticamente ai miei anni venturi, incognita preoccupante di una vita ancora tutta da vivere.

 

Mi interrogo, mi informo, troppe volte mi sento preso in giro da un "entourage" privo di valori e senso civico. Sento un disagio, che purtroppo rimane isolato nella mia sete di esternarlo agli altri. Altri chi? Una gioventu' che vivo in prima persona, con la consapevolezza di osservarla da un altro punto di vista,quello di chi non dice castronerie su castronerie, non rende idoli personaggi spregevoli,non innalza al cielo bandiere senza significati, con tendenze razziste e xenofobe, inserendoli e inserendole in una societa' che fa della multietnia e dell'integrazione le sue nuove forze motrici,e affianco a queste immense contraddizioni si vede crescere una generazione confusa che si ritrova la televisione come unico e agghiacciante svago.

 

Unici punti di riferimento, per chi ancora li sta cercando, rimanete voi,e con voi mi riferisco a coloro che hanno manifestato in Piazza Navona e pochi altri, giornalisti di oggi e educatori del domani. Strano chiamarvi educatori ma per me lo siete, istruttori di questa verita' alternativa che , bensi, dovrebbe essere la normalissima informazione di massa. Siete educatori di uno stile di vita, all'insegna dell'innovamento , del fare notizia realmente, della cronaca senza riguardi e senza omissioni, della schiettezza come elemento di distinguo.

 

A voi mi appello, in nome della razionalita' che la mia mente ha voluto custodire gelosamente, perche' continuate su questa strada, una strada tortuosa, una strada che vi fara' sbattere contro muri altissimi e durissimi, ma avrete la STIMA, costante, perpetua , di noi cittadini, di noi popolo che oramai ci sentiamo rappresentati da voi predicatori del vero.

 

E mi aggiungo naturalmente alle migliaia di persone che sono accorse a sentire ogni tuo e ogni vostra conferenza, ogni vostro intervento, ogni vostra apparizione, per ascoltare chi ha da dirci qualcosa che rientra nei nostri piu' vicini interessi, per aprirci occhi che giornali e telegiornali vogliono allegramente e meschinamente chiuderci.

 

Grazie a te, e ai tuoi colleghi, al vostro modo egregio di fare informazione e di renderci partecipi della monnezza italiana, altroche' la spazzatura napoletana.

Non ti chiedo di sicuro di rispondermi, sarai troppo impegnato in vacanze e mille altri appuntamenti.

Se solo leggi questa lettera, spero tu colga la mia indignazione, ma ancor di piu' la mia voglia di continuare, come te e come pochi altri, ad essere antagonisti di un'Italia malaticcia, cercando di costruirne sana e produttiva.

 

 

Distinti saluti.




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27 luglio 2008

DIFENDIAMOLO DALLE INGIUSTIZIE.

Calunniato, insultato, svergognato di fronte a mezza Italia, ora i nuovi porci dello Stato sono pronti a portare in Tribunale Marco Travaglio.

Dall'alto della sua vergognosa carica , il presidente del Senato Schifani, ha "chiamato" il giornalista dell'Unita' in tribunale, dopo averlo accusato per le sue dichiarazioni, vere ma come sempre oltremodo scomode, su Raitre e sull'Unita', dove Travaglio rivelava, o meglio riscriveva una piccola biografia della seconda carica dello Stato e di tutti i suoi sporchi inciuci con la Mafia, a partire dalla Sicula Broker fino ad arrivare al Comune di Villabate, passando per i suoi amichetti La Loggia, Mandala' e compagnia bella.

Ora sappiamo tutti che l'onesto Travaglio avrebbe tutte le carte in mano per vincere il processo, ma Renato Schifani, in quanto immunizzato dall'agghiacciante Lodo Alfano, si pone su uno scomodo piedistallo, che mette in sicura ascesa la difesa del cronista torinese.

Infatti,in caso di eventuale sconfitta, il presidente del Senato non rischiera' nulla fino alla fine del suo mandato, in quanto pluriscudato da questo regalone che si e' fatto da solo, assieme all'altro mafioso, Mister B.

Ancora una volta bisogna indignarsi di fronte a soprusi tanto eloquenti per chi ha gli occhi aperti,per chi vuole ancora che vincano i giusti, coloro che hanno realmente a cuore il nostro futuro e il popolo italiano.
Marco Travaglio rimane simbolo di lotta e di avversione ad un sistema malato e corrotto, un sistema che non accetta la meritocrazia ma che favorisce i piu' furbi, i piu' disonesti, quelli dalla strada piu' facile.

Come sempre rimango senza parole di fronte a tanta spazzatura ambulante, di fronte a dei giornali e telegiornali che pongono come terza notizia il Lodo Alfano, quando invece loro, per primi, dovrebbero ribellarsi, fare propaganda contro questo subdolo Parlamento, composto da una destra penosa, ma dal PD che ormai e' piu' fido della Lega.

Unico forte repressore di queste ingiurie rimane Antonio Di Pietro, il quale non molla, e noi siamo ancora con lui, con chi vuole che tutto torni ad essere equilibrato.

Ma da solo, con la sua parte risicata che si ritrova in Parlamento, diventa duro fare opposizione vera.

In attesa di vedere come procedera' questo processo vergogna il quale imputato non colpevole e' Marco Travaglio, non ci resta che proseguire a parlare, ad andare contro corrente, farsi sentire e far sentire la nostra voce, di gente comune che non ne puo' piu' di questo regime.




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10 luglio 2008

BASTA!CACCIAMOLO!

E' ora di finirla di girare attorno al problema, di nascondersi dietro un ditino piccolino, di fare i bravi sordi che "dicono di non aver sentito", come sempre.

Non se ne puo' piu' delle leggi vergogna, non se ne puo' piu' dello spettacolo orrido offerto dai media, dai giornali e dall'informazione "che conta".

Navighiamo su Internet, per un'informazione libera e incondizionata, per un'informazione priva di interessi e soprattutto di vie preferenziali, che non fanno altro che renderla informazione storpiata, disinformazione, malainformazione.

Diamo appoggio alle manifestazione come quelle di Piazza Navona dell'8 luglio, manifestazioni pacifiche, critiche, manifestazioni atte a salvare la nostra povera Italia, governata da uno che non ne vuole sapere niente dei nostri problemi, ma ha come unico obbiettivo risolvere i suoi.

Del resto, chi ve lo farebbe fare, se foste miliardari, di incastonarvi nella politica italiana, cosi difficile, contorta, stressante e stressata, se non fosse che siete in un mare di guai giudiziari, e l'unico modo di uscirne e' farsi eleggere e manomettere tutto a proprio vantaggio?

Insomma, come dice Travaglio e ha detto nel suo intervento in piazza, lui ce lo ha fatto capire in tutti i modi che sta li per lui e non per noi.
A questo punto cosa deve ideare?

NON NE POSSIAMO PIU'.
TOGLIETELO DALLA SCENA PUBBLICA
.

Se lo amate prendetevelo in custodia, dategli da mangiare , fatelo vivere serenamente, ma mandatelo via.
Capisco che la "sinistra" di questi tempi, al di la di Di Pietro, e' una vergogna che segna record su record. Voler proseguire un dialogo che non c'e' , preferire una moderazione senza senso.

La moderazione per Veltroni e' andare d'accordo con uno che ti prende in giro da quando provi a opporti?
Ti stai opponendo a chi lo vuole cacciare via, ti opponi ai tuoi ideali, sempre se vuoi che se ne vada, oppure forse dobbiamo cominciare seriamente a pensare che questo passivismo sia voluto e cosciente.

Facciamo il possibile per creare un'opposizione vera, con un leader capace e con un programma realmente per il paese, senza pompinare, senza deficienti che chiamano le loro leggi "porcata", senza fascisti, senza razzisti, senza leccaculo.

BASTA!




permalink | inviato da franz90 il 10/7/2008 alle 19:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

sfoglia     giugno       

Nessuna pretesa, solo l'intenzione di raccontare verita' incondizionata. Opposizione giovanile in nome di una piccola lamentela che parte da noi ragazzi di oggi, che dovremmo svegliarci e cominciare a farci sentire, piuttosto che farci dare dei fannulloni nonche' ignorantoni.

Lui e le sue mille balle, Forza Mafia dovrebbe chiamarsi il suo partito.